Racconti di viaggio -> Niger - Emozioni di Viaggio Scheda Tecnica
La Patagonia Rajastan
Proverbi Tuareg Sahara mon amour

 

 

Le impressioni del “Poeta del Deserto”
di Graziano Lepre:

 

Come promesso ai miei grandi compagni di viaggio dedico questo mio ricordo:

12 FEBBRAIO
.....abbiamo raggiunto un luogo magico con questo vento profumato d' Africa, caldo come un abbraccio di una mamma, un vento luminoso, un vento di colori, un vento di nostalgie lontane...........

13 FEBBRAIO
.....sono le dieci del mattino, sono immerso in un mondo surreale, tra un rincorrersi di mille dune, nel vero deserto dei films......quello che fin da bambino hai visto in tv e sognato come una meta lontanissima, forse veramente di fantasia.....ora ci sono, ci sto'......con le mie gambe, la mia mente, la mia anima....con il respiro.
Si capiscono molte cose quando le tocchi con mano......i granelli di sabbia sono come i libri di storia, raccolgono il tempo e trasmettono le sensazioni del passato ....
......che gioia, ossigeno della mia vita.

16 FEBBRAIO
E' l' ora esaltante, la piu' desiderata in terra Africana, quando la luna si veste di notte, si prepara ad affrontare il palcoscenico, mentre il sole di fuoco si gode gli ultimi istanti di applausi.

18 FEBBRAIO
......in questi frangenti apprezzi ogni attimo, le cose piu' semplici, da una pagnotta di pane cotta nel forno di fango, a un sorso d' acqua raccolto dal pozzo, al profumo di un fiore d' arancio, ad un leggero soffio di vento in un' afa insostenibile, ad un sorriso in un momento di pensieri, ad un po' di musica in una notte stellata e silenziosa.

20 FEBBRAIO
.......ore e ore di viaggio, chilometri e chilometri sotto un sole cocente e su una piana di sabbia bianca, infinita, senza una profondita', senza una parola, senza un respiro.

 


Raccontare di un sogno a volte risulta particolarmente difficile; sfumature, luci, colori, profumi e sensazioni si nascondono tra la nostra mente perche' troppo evanescenti.
Svegliarsi al mattino con il desiderio di realizzare uno di questi piccoli sogni e' una realta' decisamente affascinante.
La vita ti sorride in modo diverso, e quello che senti dentro e come una dolce carezza, una ventata calda e avvolgente.
In questo mondo, sconvolto dalla pazzia dell'uomo, rimane sempre intensissima la forza di abbracciare le sue magie e stringere al cuore le sue emozioni.
Partire per una meta cosi' profondamente misteriosa e ricca di fascino, non poteva che essere una di quelle cariche di energia ed euforismo di cui la nostra anima e' assetata.
Ho vissuto questo viaggio con infinita intensita' ancora prima della partenza, perche' ero certo che sarebbe cambiata la mia vita.


Sono sensazioni che un individuo si sente dentro, una forza superiore che rasenta lo spirituale.
L'incontro sensazionale con i partecipanti ha reso questa esperienza ancor piu' speciale, aumentando notevolmente quel patos, quell' "aria" che per me ha un gusto di ricordi lontani, veri, autentici.
In queste terre lontane ( a me piace chiamarle in questo modo! ) il sole e' caldo, particolarmente coinvolgente e colore dell' oro, e sembra quasi ti avvolga con la sua forza, un po' coccolandoti un po' sfiorandoti la pelle come se fosse un gesto d' amore.
Sono brividi che scorrono lungo il corpo, stringendo il cuore, e trascinano la tua vita in un vortice sconosciuto, misterioso, quasi surreale.


La gente comune che si incontra con lo sguardo, e' la meraviglia delle cose semplici, che sotto quelle stelle, divengono importanti.
I granelli di quella sabbia aleggiano tra i cieli turchesi , sono come il volo dei gabbiani sui nostri mari ..... trasportano il nostro passatoe i nostri pensieri.
.......Questa e' la magica terra sahariana, la sua potenza interiore, la sua forza, la sua capacita' di stregare il cuore di chi osa rapportarsi con lei.
Ti possiede all' infinito spogliandoti dalle tue vesti, donandoti la lussuria della tua nudita'.....
........permettendoti di divenire essere, anima, cuore.

Il poeta del deserto


.....e le divagazioni gastronomiche con la mitica “Cassa Cucina”…
di Luigi Corbacella


Tutti sapete quanto amo il cibo e la cucina.
Anche in occasione del nostro viaggio ho potuto cimentarmi nella preparazione di qualche primo, “I primi del deserto”, con la cucina da campo, quella che ti mette a disposizione attrezzature un pò “rimediate”, dove si deve fare con poco, sia come attrezzature che come materie prime.
Circa gli ingredienti, la mattina non puoi andare al mercato a comprare carne, pesce, verdure fresche e scegliere il meglio.
A dire il vero al mercato ci siamo andati, ma a parte gli Ananas, provvidenziali per i nostri pancini infiammati dal caldo e dai batteri, e un po’ di patate e pomodori che sono stati letali, non abbiamo comprato gran che.
Per ciò che riguarda i cibi pronti locali, qualcosa c’era, solo io e Tito abbiamo avuto il coraggio di farci un panino con l’arrosto di capra.
Ecco appunto la capra, questa poteva essere una carne interessante da sperimentare in cucina e francamente mi alluzzava l’idea di uno stufato succulento magari con le patate oppure con le cipolle del Niger che sono eccellenti.
Ma il nostro gruppo, a onor del vero splendido, era composto di parecchi poeti, diversi vegetariani o comunque dediti alle verdure più che alla ciccia e io, quasi unico peccatore, non sono riuscito a convincere la maggioranza dei compagni (di viaggio) a destinare più tempo al cibo per godere delle proteine della carne.
Ciò nonostante, siamo riusciti a mangiare ogni giorno un piatto caldo più o meno buono, qualche volta repellente, riuscendo comunque a sopravvivere alla discreta dose di batteri che hanno fatto il loro effetto in ciascuno di noi, manifestandosi nei modi consueti.

Allo scopo di ricordare, (perché sempre si deve avere memoria del passato) di condividere con voi la mia esperienza di “Cucina nel Deserto” ho raccolto in un breve ricettario, alcune delle preparazioni che ho avuto il piacere e l’onore di cucinare per voi.

Potrete così cimentarvi nella preparazione dei primi che abbiamo gustato.
Ma mi raccomando le materie prime, devono essere le stesse, per quelle difficili da reperire ho indicato scrupolosamente la soluzione alternativa.

E’ stato piacevole elencare gli ingredienti, descrivere tecnicamente la preparazione della ricetta, ma la cosa che m’è garbata un monte è stata la licenza nel dire le molte cazzate , cercando di cogliere l’occasione per descrivere i personaggi del gruppo, ovviamente a modo mio.
Una preghiera, le persone che non ho citato non me ne vogliano, Per me siete tutte “Piezzi e core” anche Simonetta che era sempre in prima fila per collaborare, anche Pierluigi che tutti i giorni scavava buche profonde per sotterrare ogni ben di Dio, anche Anna che ci ha fatto da infermiera nel giorno più nero per Enrico, Mario e per me, ed il compagno Renato che più di ogni altro ha apprezzato la mia cucina e ogni sera ha fatto la scarpetta.

Mezze Maniche Barilla al pomodoro

Ingredienti per 16 persone:

2 Kg. di Mezze maniche Barilla
N. 2 Cipolle del Niger
Sono ottime, le usa anche McDonald negli amburgher che vende in tutto il mondo.
Per realizzare la ricetta potete comprare 20 amburgher ed utilizzare la cipolla in esse contenuta.
Gli amburgher non mangiateli, buttateli via, fanno veramente senso.
Olio Sasso quanto basta, ma mi raccomando poco
Sale grosso
1 Peperoncino, quello di Omar, altro non c’era
Passata di pomodoro, utilizzate una confezione da 10 litri, usandone circa due, il resto buttatelo via.

Preparazione:
Affettate finemente la cipolla, ponetela in un largo tegame con l’olio e fatela stufare dolcemente, aggiungete un pizzico di sale che contribuirà a far uscire l’acqua, aggiungete il peperone, dopo circa 15 miniti aggiungete la passata di pomodoro e fate cuocere allegramente per altri 30 minuti.
Se lo avete, a fine cottura aggiungete un’abbondate macinata di pepe nero.
Intanto avrete messo al fuoco un pentolone di acqua pieno fina a circa 5 cm. dall’orlo, quando bolle vertiginosamente buttate la pasta, quando rispunta il bollore mettete un’abbondante manciata di sale, coprite e mescolate spesso, controllate la cottura e quando la pasta è ancora al dente scolate la pasta e ponetela nel tegame del sugo ancora sul fuoco.
Mescolate bene, servite subito mettendo il tegame sopra un bidoncino o sopra una tanica per l’acqua. Per servire potete sedervi sullo sgabello di Antonella che lo metterà tutte le sere a disposizione.

Linguine aglio, olio ed erbette di Rosanna

Ingredienti per 16 persone

1,5 Kg di linguine Barilla
Olio Sasso quanto basta, ma mi raccomando poco
2 spicchi d’aglio (c’erano solo quelli)
1 Peperoncino di Omar
Una presa di erbette miste della Rosanna.
c’era di tutto Salvia, rosmarino, timo, prezzemolo ed altre strane essenze.
Ho saputo che Rosanna, in momenti di depressione, con questa mistura si faccia dei
cannoni, ricevendone grande beneficio e tanta allegria.
Sale e pepe nero, ma di quest’ultimo ne abbiamo fatto sempre a meno.

Preparazione:

Affettate l’aglio a fettine sottili, ponetelo nel telamone con l’olio Sasso, il peperone di Omar tagliato sottilmente e fate rosolare, aggiungete il cannone di Rosanna, mescolate bene.
Intanto avrete messo al fuoco un pentolone di acqua, pieno fina a circa 5 cm. dall’orlo, quando bolle vertiginosamente buttate la pasta, quando rispunta il bollore mettete un’abbondante manciata di sale, coprite e mescolate spesso, controllate la cottura e quando la pasta è ancora al dente scolate la pasta e ponetela nel tegame del sugo ancora sul fuoco.
Mescolate bene, servite subito mettendo il tegame sopra un bidoncino o sopra una tanica per l’acqua. Per servire potreste sedervi sullo sgabello di Antonella ma per servire le linguine al cannone di Rosanna è preferibile farlo stando in ginocchio.
Così potrete pregare i compagni (di viaggio) che se ne facciano servire un piatto.
Buon appetito


Linguine al tonno Rio mare

Ingredienti per 16 persone

1,5 Kg. di linguine Barilla, io preferisco gli spaghetti, ma non c’erano, quindi per fare questa ricetta dovete usare le linguine.
Olio di oliva Sasso quanto basta, tanto non basta, ne hanno messo solo una lattina
6 scatolette di tonno Rio Mare, le scatolette da 150 grammi
2 litri di passata di pomodoro, quello della tanica lo abbiamo già buttato, abbiamo alcune scatole da un litro, voi potete fare come volete e usare quello che preferite.
2 cipolle del Niger. Su questo non transigo.
Sale e pepe e peperoncino.

Preparazione

Affettate finemente le cipolle e ponetele nel telamone con l’olio Sasso, fatele stufare dolcemente per circa 15 minuti.
A questo punto aggiungete prima il tonno che avrete liberato dall’olio facendolo sgocciolare nella sabbia del deserto.
A casa potrete farlo sgocciolare nel vaso dei gerani della vicina che di sicuro vi sta antipatica.
In questo modo il geranio morirà stecchito.
Non tanto per l’olio in se ma a causa dell’olio del tonno Rio mare che probabilmente è letale per le piante.
Abbiamo alcuni riscontri secondo i quali è nocivo anche per l’uomo.
Molti di noi hanno sofferto del solito cacozzo, vomito ecc… Tito per recuperare le forze ha fatto un mese di malattia.
Quindi mi raccomando, liberate il tonno Rio mare dall’olio prima di metterlo nel tegame.
Fate cuocere per pochi minuti il tonno con la cipolla, aggiungete uno o due peperoncini piccanti, quindi il pomodoro, regolate il sale e fate cuocere allegramente per almeno 30 minuti.
Intanto Simone e Graziano avranno portato ad ebollizione in una grossa pentola, una quantità di acqua insufficiente per cuocere 1,5 Kg. di linguine Barilla, ma le butteranno ugualmente e faranno la polenta.
Quando l’acqua rispunta il bollore mettete una manciata di sale, tenete d’occhio la cottura e rimescolate spesso, come si fa con la polenta.
Scolate le linguine al dente e mettetele nel tegame del sugo alzando la fiamma per qualche minuto.
Servire con il grillo sedendovi nella sgabello di Anto.
Anche se un po’ scotte i viaggiatori del deserto mangeranno tutto e qualcuno farà anche la scarpetta.

Mezze Maniche Barilla all’olio del Tonno Rio Mare

Ingredienti per 16 persone + assaggio per un gruppo di indigeni

2Kg. di mezze maniche Barilla
6 Scatolette di Tonno Rio Mare
Olio fatto scolare nel tegame dalle scatolette
2 cipolle del Niger
sale pepe e peperoncino, ci sarebbe stato bene ma non c’era

Preparazione:

L’idea di usare l’olio delle scatolette è del Dionisi, io ho fatto di necessità virtù, ed il risultato è stato veramente deplorevole.
Comunque si procede in questo modo:
Aprite le scatolette avendo cura di far sgrondare l’olio nel tegame. Custodite le scatolette aperte al riparo dalla sabbia.
Affettate finemente la cipolla e fatela imbiondire nell’olio del tonno Rio mare, questo svilupperà un odore tale da attirare almeno una decina di indigeni che hanno le capanne a dieci Km. di distanza.
Aggiungete un paio di peperoncini, quindi il tonno delle scatolette.
Fate cuocere per circa 15 minuti.
Intanto con il sistema descritto nelle ricette precedenti, cuocete le mezze maniche Barilla, e a cottura ultimata, quando sono ancora al dente, versateci ¾ della pasta, fate saltare mescolando energicamente.
Servite subito sedendovi nel solito sgabello che Anto mette sempre a disposizione.
L’altro quarto di pasta è per gli indigeni, così, scondita, loro non avrebbero mai mangiato la nostra, cucinata con l’olio delle scatolette.
Capirete bene la causa del “caccozzo” più o meno generale, penso che a qualcuno gli sia venuto in via preventiva, appena il suo inconscio ha percepito la possibilità di mangiare una cosa del genere.
Comunque repellente o no, anche a questo giro qualcuno ha fatto la scarpetta.
Buon appetito


Linguine Pomodoro e bresaola

Ingredienti per 16 persone

1,5 Kg. di linguine Barilla
700 grammi di bresaola della val Chiavenna
25 grammi di olio prestato da Moussa, il nostro era finito e 25 grammi è la quantità massima disposto a concedere.
Sulla marca, se di cocco, di colza o da motori, lasciamo perdere
2 cipolle del Niger
2 litri di passata di pomodoro (troppa)
Sale e pepe macinato fresco

Preparazione

Prendete Sandro e ordinategli di ridurre a dadini minuscoli la bresaola, intanto avrete affettato finemente le due cipolle del Niger e fatele rosolare nell’abbondate olio di Moussa, dopo circa 15 minuti unitevi la bresaola amalgamate bene con la cipolla e continuate la cottura per altri 10 minuti.
A questo punto unite la passata di pomidoro e continuate la cottura per circa 40 minuti mescolando spesso con una mestolo di legno, assaggiate ciucciando il mestolo e regolate il sale.
Intanto Simone avrà preparato un pentolone d’acqua a bollore, ormai nel fuoco a legna perché avrete perso il regolatore del gas ed un solo fornello, quello del sugo funzionerà alla buona grazie all’intervento certosino di Mohamed che lavorando una notte intera ha eseguito l’innesto di una valvola da camera d’aria.
Comunque cuocete la pasta al dente e versatela nel tegame del sugo mescolando energicamente.
Servite subito con la solita tecnica, sedendovi nello sgabello che Anto metterà di sicuro a disposizione.
Per servire usate il “Grillo”, quello strumento che somiglia ad un ramaiolino con i merli.
Ormai stanchi di queste leccornie, le 16 persone per le quali era preparata non riusciranno a finire.
Neanche Renato con tutta la sua buona volontà ha fatto il Bis.

Tortellini Barilla con ripieno di ricotta e carne, in brodo ristretto

Ingredinti per 16 persone

Per il brodo:
12 litri di acqua della tanica (con o senza steridrolo)
1 Cipolla del Niger
2 carote ovviamente del Niger
8 Dadi doppio brodo Star (in dotazione della cassa comune)

Per i tortellini
Leggere gli ingredienti nelle scatole.

Preparazione

Preparate il brodo con i 12 litri di acqua, la cipolla, la carota, i dadi.
Fate bollire il più possibile, fino a quando cipolla e carota siano riuscite a dare il meglio.
Avendolo avuto ci avrei messo anche un paio di bicchieri di vino bianco secco.
Gli avrebbe dato una marcia in più.
Mettete nel brodo i tortellini, e fate cuocere allegramente controllando ogni minuto la cottura mangiando un tortellino.
A cottura ultimata servite subito stando in piedi, nello sgabello questa volta ci si è seduta Anto.
Risulterà un piatto delizioso e particolarmente adatto per uno degli ultimi campi nel deserto. Avevamo proprio bisogno di un po’ di brodo caldo, ed anche i tortellini non erano niente male.


Risotto dell’Air

Ingredienti per 16 persone

5 litri di acqua bollente
8 buste di Risotto pronto Knorr gusti disponibili:
agli asparagi
ai Funghi
agli spinaci

Preparazione

Preparate 5 – 6 litri di acqua che dovrà essere mantenuta a bollore e aggiunta via via.
Mettetene circa un litro nel tegame e versarci il contenuto di 8 buste di risotto pronto Knorr.
Continuate a girare senza sosta aggiungendo un ramaiolo di acqua calda quando lo sentirete rassodare.
Questa solfa continuerà per almeno 20 minuti.
Francamente è una cosa pallosissima, infatti l’ho sempre lasciato fare a Simone con l’assistenza di Graziano.
E’ con la preparazione del risotto che i due hanno conquistato la mia fiducia.
E’ stata la palestra del risotto Knorr che ha allenato Simone e Graziano e me li ha fatti considerare pronti per il grande salto:
La cottura della pasta. Salto non riuscito, invece di cuocere la pasta hanno fatto la polenta.
Come servire il risotto? Risposta scontata, Anto cederà il suo sgabello.
Buon appetito

A conclusione della rassegna ringrazio tutti dell’attenzione, e mi permetto di citare quelli che raramente o mai si sono avvicinati alla cucina, o comunque non hanno avuta una citazione in questa pagine:
Come non rivolgere il pensiero a Grazia la mia meglio moglie, che con la scusa del marito impegnato in cucina non fatto letteralmente nulla.
Cinzia che invece, con la collaborazione di Pierluigi ha incenerito e sotterrato qualunque rifiuto solido.
Rosanna che ha dato il suo contributo per una pastasciutta rinunciando al suo cannone mantenendosi di conseguenza un po’ sotto tono per tutto il viaggio.
Enrico che appena montata la tenda vi si stravaccava davanti e qualche volta russava pure.
Simonetta che guardava tutto con un certo distacco ma al momento del rancio e della grappa se non arrivava prima era sempre comunque sul podio.
Giuseppe, uomo riservato e sempre disponibile all’ascolto, pronto alla grappa, fotografo raffinato e capace di condividere con Tito e Renato l’aspetto proletario del viaggio.
Anna, generosa infermiera e moglie del capo, innamorata di Agadez.
Tito, ripetutamente citato, che tra vomito e cacarella, quell’unica volta che si è avvicinato al fuoco è stato per provare ad appoggiare la pentola su due sassi a punta convinto che potesse stare in piedi e la lasciava irrimediabilmente rovesciarsi su quell’unico pezzo di capra che faticosamente ero riuscito a conquistare e cucinare al cartoccio sotto la saggia direzione di Omar.
Antonella (Anto) la generosissima, la donna che mi metteva sempre a disposizione lo sgabello “Sgabello di Anto” e che tutte le sere contava le scatolette per il pranzo del giorno dopo.
Sandro, l’affettatore, l’uomo cha ha fatto a fettine bresaole, salami, spek e ogni salume che gli passava per le mani.
Mario, il mio grande amico, che tutte le sere lavava pentole e tegami.
E’ veramente bravo, pensate che anche tanti anni fa quando non eravamo affatto più giovani di adesso, alla fine delle nostre tante cene, lavava piatti e tegami in tempo reale.
Pierluigi, con il suo aquilone, la pala sempre al fianco, quanta sabbia ha spalato.
E che tuffo.

Basta così, grazie per la vostra amicizia.