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Racconti di
viaggio -> Gente-del-Myanmar
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Torno
dopo tre lustri in Birmania, o Myanmar come oggi ufficialmente si chiama,
per trovare ancora uno splendido paese, diverso ma profondamente uguale....
Un paese dove ora il turismo è non più cosa da pionieri
ma un fenomeno consolidato, con strutture adeguate ad ospitare chiunque;
con aree, come la piana di Pagan, ove oramai il turista è la
fonte principale della economia locale.
Eppure
il paese l’ho trovato uguale a se stesso… il sorriso spontaneo
della gente è rimasto come l’avevo lasciato. La gente,
i banbini, i monaci che ti accolgono e ti guardano con la curiosità
di chi non ha da chiedere il “cadeaux”, con la curiosità
di chi ti sorride felice quando si sente dentro l’obbiettivo della
tua Nikon…
Un paese
con l’animo genuino, senza Marlboro e senza pubblicità
della Coca Cola, un paese dalle mille pagode d’oro e dei mille
sorrisi ed il paese dalle variopinte e diversissime etnie.
Ed è
in quest’ultimo aspetto, sulla “Gente del Myanmar”
che mi soffermo, con poche parole ed alcune immagini. Immagini di persone
con cui abbiamo avuto l’opportunità e l’onore di
condividere brevi tratti di vita.
Chin State
Interessante ma purtroppo
sottoposto a permessi speciali, non facili da ottenere, è lo
stato Chin, sul versante occidentale del paese, verso il confine con
il Bangladesh.
Conosciuto anche come il paese dalle donne tatuate, lo stato Chin è
raggiungibile al momento solo da Mandalay con tour guidati e sotto il
controllo delle autorità.
Da parte nostra ci siamo avvicinati per quanto possibile da sud, dallo
stato Rachne. Via fiume fino ai primi villaggi, ancor fuori dal Chin
ma dove abbiamo incontrato alcune donne che ancora conservano la tradizione
dei tatuaggi, tradizione che va scomparendo nelle giovani generazioni...
  
Villaggi del
Triangolo d’Oro Golden triangle
Verso
oriente, KyangTong è una sonnacchiosa cittadina non lontana dal
confine con Laos, Thailandia, Cina.
Aperta da una decina d’anni ai visitatori è raggiungibile
solamente per via aerea, visto che non sono permesse agli stranieri
le strade di accesso.
Nulla di particolarmente interessante in città, posta sulle rive
di un piccolo lago e circondata da belle risaie, è area di accesso
alle montagne circostanti, popolate da numerose ed interessanti etnie.
In linea
generale i villaggi sono normalmente posti su delle alture, spesso raggiungibili
solo a piedi, con capanne rialzate da terra tipo palafitte e tetti ricoperti
di materiale vegetale.
Indipendentemente dalla popolazione che li abita sono piuttosto simili
l’un l’altro, animati
dai numerosi animali da cortile che felicemente convivono con gli abitanti
….
Diversi
sono invece, oltre ai linguaggi usati a seconda della etnia di appartenenza,
anche i vestiti indossati dalle donne, cosi come diverse sono le acconciature
delle stesse, mentre gli uomini non presentano particolarità
peculiari.
Una
delle etnie più famosa e diffusa su tutta la fascia montana di
Thailandia, Birmania, Laos, sono gli Akha.
Molti villaggi sono cristianizzati; vivono di caccia e coltivano piccoli
orti ad uso domestico.
  
Le
donne amano vestire in maniera tradizionale, acconciandosi con i caratteristici
copricapo metallici che, si dice, non tolgono neanche durante la notte…
Ad un paio d’ore
di cammino dagli Akha, abbiamo visitato un villaggio Eng.
Popolazione animista, hanno dei feticci sistemati in una apposita capanna,
non lontana dalla residenza dello Sciamano.
. 
Le donne
vestono di nero, con orecchini particolari.
I denti neri, colorati masticando radici, sono considerati elemento
di grande bellezza.
Non coltivano, se non per qualche pannocchia di mais; al momento del
nostro arrivo,
quasi tutti gli uomini del villaggio erano nella foresta per la caccia.
   
Altro villaggio visitato quello abitato da gente Akhu.
Originari dello Yunnan (Cina), coltivatori, cristianizzati.con bei copricapi
e tante donne dedite al fumare delle pipe che si costruiscono utilizzando
pezzi di bambù.
  
E’ raggiungibile in auto il villaggio
Palaung ai piedi della montagna tra coltivazioni di
ortaggi e riso.
Alti cinturoni metallici cingono le donne Palaung, che vestono in colori
sgargianti e tessono nel villaggio i loro abiti.
  
Area del lago Inle
Parliano
degli Intha, gli abitanti
originari, i cosiddetti “Figli del Lago”
Praticano il Buddismo e questo spiega la presenza di numerosissimi templi
sulle rive del lago; si caratterizzano stavolta in virtù non
tanto di un modo di vestire, ma di una maniera…di remare !! Pescatori
da sempre, usano leggere imbarcazioni con fondo piatto in grado di muoversi
facilmente anche sui bassi fondali. Hanno sviluppato nel tempo una originale
tecnica per spingere le barche : posizionandosi a poppa stando in piedi
su una sola gamba, usando l’altra per il remo mantenendo libere
entrambe le mani per la pesca. Usano strane reti a cono in telai di
bambù con cui catturano le loro prede.
     
Non molto a sud del lago, il territorio Padaung
è ancora considerato non accessibile ai visitatori, probabilmente
per non ancora sedati episodi di guerriglia.
Assolutamente particolari e famose le donne, spesso conosciute come
“Donne Giraffa” per via degli alti colli, ottenuti dopo
un paziente lavoro di allungamento mediante l’inserimento di pesanti
anelli di ottone che inizia fin da bambine. Area non visitabile, è
possibile incontrarne alcune presso dei negozi sulle rive del lago Inle,
tristemente “esposte” ad uso e consumo dei turisti…
  
Altra popolazione infine che abita le montagne intorno al lago sono
i Pa-O, facilmente riconoscibili
per i copricapo, una sorta di asciugamani colorato che le donne amano
indossare in tutte le occasioni.

E non dimentichiamo
infine i Birmani, o Baman, la popolazione maggioritaria nel paese che
ci ha accolto per uno splendido viaggio….. Un grazie a tutta la
“Gente del Myanmar”
  

Viaggio in Myanmar effettuato
con Avventure nel mondo; Viaggio “Burma sconosciuta”
www.viaggiavventurenelmondo.it
Scheda tecnica : Vedi
file “Burma Sconosciuta – Relazione di Viaggio”
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